E-cat, il nucleare in casa?

Categorie: Tecnologia

8 settembre 2012 – L’ imprenditore italiano Andrea Rossi presenta al mondo il prototipo E-CAT, un’invenzione in grado di sprigionare una reazione nucleare a bassa energia, meglio conosciuta come Fusione Fredda

Ecat di Andrea Rossi e la fusione freddaImpianti a biomasse, eolici, a pannelli solari o idroelettrici, su quale energia “rinnovabile” investire per il futuro? Dopo la rinuncia italiana al nucleare sembrano queste le possibilità in alternativa ai tradizionali petrolio e gas… E se ci fosse un’altra scelta a cui non abbiamo ancora pensato? Questo è ciò che crede oggi un certo signor Rossi, ancora poco conosciuto, ma che ha però l’ambizione di diventare l’Albert Einstein del XXI secolo

L’8 settembre 2012 dal palco del Technopark di Zurigo, l’imprenditore Andrea Rossi, con la sua equipe, di cui fa parte anche il fisico Sergio Focardi e i ricercatori della Siemens AG, ha presentato al mondo il prototipo della sua nuova invenzione: l’Energy Catalyzer o E-Cat. Si tratta di un catalizzatore all’interno del quale avviene una “reazione nucleare a bassa energia” (LENR). Il dispositivo, a parere dell’inventore, dovrebbe in poco tempo, prima affiancare, e poi sostituire gli altri impianti tradizionali per la produzione d’elettricità. LENR è conosciuto al grande pubblico col nome improprio di “Fusione fredda”, in cui il processo avviene a qualche centinaio di gradi, per distinguerla dalla “fusione calda” degli attuali impianti in produzione, dove si raggiungono 200 milioni di gradi circa.

Uno dei più grossi problemi delle centrali nucleari, Fukushima lo dimostra, è l’enorme pericolo derivante dalle temperature in gioco. Dal 1989, tanti ricercatori hanno cercato di risolvere questo inconveniente proponendo modelli matematici, per l’esattezza ce ne sono ben 140, per dimostrare che ci può essere “fusione” con produzione di energia anche a temperature più basse. Peccato che ai modelli non siano poi seguite realizzazioni pratiche funzionanti. Niente ci assicura che il 141-esimo tentativo, quello di Rossi appunto, sia quello buono. Tanti però stavolta credono nel progetto che se si realizzasse sarebbe di importanza epocale.

Dopo aver assistito alla presentazione, Francesco Celani, vicepresidente della Società Internazionale di Scienze Nucleari della Materia Condensata, ha commentato: “Ci deve essere qualche errore nascosto da qualche parte, oppure è una scoperta, bellissima, per il pianeta Gaia.”

Nel processo nucleare che Rossi afferma avviene nel suo dispositivo, l’idrogeno è catturato e poi rilasciato in forma atomica favorendo la fusione con il nichel, il processo genera atomi di rame ed energia. Se nel Medioevo gli alchimisti cercavano una “pietra filosofale” capace di trasformare il vile piombo in oro, oggi ci sono nuovi alchimisti che hanno l’ambizione di trasmutare la materia per creare energia. In barba a Lavoisier che, qualcuno dalle spiccate reminescenze scolastiche ricorderà, affermava: “Nulla si crea e nulla si distrugge”; nell’E-cat entra 1Kw e ne escono 6! E pensare che nei test di laboratorio il Cop, cioè il rapporto tra l’energia in uscita e quella in ingresso ha raggiunto un valore di 200 che ci autorizza ad essere ancora più ottimisti.

E-cat Andrea Rossi - modello per uso industriale

Le belle notizie sembrano non finire qui. Durante la presentazione di Zurigo era presente, tra gli altri, anche la Prometeon s.r.l., l’azienda licenziataria di E-cat per il mercato italiano, che ha subito presentato una sua brochure illustrativa dell’offerta per il prodotto. Ecco prospettare quattro nuovi modelli in uscita nei prossimi mesi: E-Cat termico ad alimentazione elettrica, E-Cat termico alimentato a gas (Gas Cat), E-Cat elettrico stand-alone, E-Cat cogenerazione termico-elettrica (Hot Cat). Si parla addirittura già di metodi di impiego, costi, e prevedibili tempi di rientro dall’investimento effettuato per l’acquisto. Udite udite, ai dispositivi specifici per l’industria si affianca un modello compatto, grande come uno scaldabagno, che ha l’obbiettivo di entrare in ogni casa, pronto a sostituire gli attuali metodi di approvvigionamento di energia.

Ci aspetta quindi un futuro da fantascienza in cui non servirà più il petrolio e l’inquinamento sarà solo un ricordo? Solo pensarlo ci fa star meglio! Per il momento ci conviene aspettare ancora un po’ leggendo Jules Verne o Isaac Asimov o vedendo i film di George Lucas perché, durante la presentazione, Rossi e la sua equipe sono rimasti molto abbottonati lasciando ancora un alone di mistero su ciò che potrà avvenire nei prossimi mesi.

Chissà se tra breve avremo uno “scaldabagno” in più dentro casa e, come successo per il computer e per il telefonino, tra qualche anno ci sembrerà addirittura normale!

pubblicato su: Terrenostre (Ottobre 2012)

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Riguardo l'autore

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Ingegnere impegnato da anni nel campo dell’automazione industriale. Ama il suo lavoro ma al contempo è affascinato anche da: storia, tradizione e misteri della sua terra, l’Umbria. Collabora con alcune riviste e quotidiani e ha la profonda convinzione che il migliore investimento per il futuro sia la cultura, settore in cui l’Italia, per quanti sforzi possa fare, non sarà mai seconda a nessuno.

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